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Pedalando tra i segni del passato 2008

Grande successo della tradizionale iniziativa per la festa del patrono di Rimini, una cinquantina di persone hanno pedalato “tra i segni del passato” alla riscoperta delle mura che hanno protetto la città, dalle più antiche, erette alla fondazione di Rimini - 268 a.C.- a quelle medievali fatte costruire dai Malatesta, la nobile casata Riminese.

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Simone e Sara, hanno presentato, in anteprima, questo recentissimo studio commissionato dalla Sovrintendenza delle Belle Arti di Ravenna.

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Interessante la presenza di molti bambini, che oltre al giro in bici, hanno “toccato la storia con mano” o meglio “con ruota”.

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La festa finale, nello spirito che ci anima, per il quale “…lo stomaco non deve soffrire”, non poteva mancare: spianata farcita, crostata, patatine, salatini ecc.

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Santiago 2008 Siamo tornati

Siamo appena tornati e già è fortissima la voglia di ripartire.

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Stavolta eravamo veramente un gruppone, una cinquantina tutti pronti a sfidare se stessi lungo il Cammino.

E il Cammino, anche questa volta, non ha deluso nessuno, ha dispensato fatica e dolori a tutti, soprattutto a chi era meno preparato.

Ma per tutti c’è stata l’indescrivibile soddisfazione di essere lì, di avercela fatta, di essere arrivati a Santiago, nella Cattedrale, sotto il Botafumeiro, insieme a migliaia di altri pellegrini.

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La pioggia del primo giorno non ha per nulla scalfito la determinazione, e in complesso il clima è stato ideale, ottimo, come del resto il cibo e l’accoglienza.

Pensate: i luoghi, i boschi quasi incantati, i panorami sempre stupefacenti, le magnifiche cattedrali, hanno fatto “da contorno” a tutto il resto. Che bel contorno vero???

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Di seguito le solite due righi che raccolgono le mie impressioni ed i ringraziamenti.

Si era detto…

El Camino de Santiago 2008

Si era detto di andare a camminare in Spagna

non è stata affatto una passeggiata,

ma la dura fatica è stata abbondantemente ricompensata

Immaginavamo un sentiero da percorrere

ci ha accolto un Cammino da compiere

alla ricerca della meta che mentre camminavamo, cambiava

Volevamo arrivare in una città, in un luogo

siamo arrivati ad una consapevolezza

che non esiste una fine della strada

Immaginavamo una terra lontana, sconosciuta, estranea

siamo stati accolti come figli da cullare,

con al fianco fratelli da aiutare e padri da cui imparare

Contavamo di ricevere, immaginando di averne diritto

non avevamo fatto i conti con quanto già avevamo

con il privilegio che ci era toccato, solo per essere lì

Eravamo sicuri di conoscere noi stessi

ci siamo scoperti diversi

e soprattutto, al ritorno, cambiati

Credevamo di essere incapaci di aiutare, di confortare

i gesti, le parole ci sgorgavano da dentro senza fatica

il sorriso sbocciava più spontaneo che mai

Ritenevamo di avere la corteccia dura, impenetrabile

ci siamo trovati col cuore aperto dal solo sorriso di uno sconosciuto

con l’anima scoperta, messa a nudo, donata, a chi ci ascoltava

Cercavamo momenti di calma per riposare, di solitudine per pensare

abbiamo trovato attimi di pace lunghi un giorno

parole di pace scambiate per chilometri

Inseguivamo le risposte alle tante domande della vita

ci sono state offerte persone come modelli

comportamenti come esempi, sorrisi come punti fermi

Prevedevamo un ritorno soddisfatto per l’impresa completata, per la strada fatta

abbiamo invece portato a casa inquietudine,

smania di ripartire, fame di altra strada

Pensavamo di andare a compiere l’impresa più difficile, il viaggio della vita

abbiamo scoperto che l’opera più grande è costruire se stessi

dare compimento al grande progetto disegnato per noi

Eravamo bravi a classificare le persone solo guardandole

abbiamo imparato ad ascoltarle

e smesso di giudicarle

Avevamo perso l’essenza dell’amicizia adolescenziale

abbiamo ritrovato quella confidenza, quella intimità, quella intesa

che la vita di ogni giorno ci nega

Volevamo rafforzare la fede camminando, volevamo capire, crescere

ci è stata offerta l’opportunità di farlo, noi abbiamo scelto

nulla ci è stato imposto, tutti e comunque siamo stati accettati

 Portavamo con noi le speranze, le preghiere, le intenzioni dei fratelli

mai tanto impegno è stato così dolce

mai così accuratamente un dovere è stato compiuto

Il sentiero, le chiese, i panorami, il Botafumeiro, visti in quei giorni

sono state – solo - la paga per gli occhi

la ricchezza vera, ora, la portiamo dentro

Rispondendo alla chiamata non sapevamo realmente dove andare e cosa aspettarci

Santiago però, ci ha accolti per quelli che siamo

ci ha restituito ciò che, camminando nella vita, ci siamo meritati

Grazie per essere stai con me. Per aver dato, ricevuto, pianto e riso.

Per aver sopportato, per aver presto perdonato, aiutato, animato.

Non sono sicuro di aver fatto tutto bene, ma ho fatto il possibile

e, come ogni anno, se Santiago vorrà, se si fiderà ancora di me,

sarò pronto a ripartire, a dire ancora una vota … sì, si può fare, andiamo !

A presto e ancora una volta BUEN CAMINO, AMIGOS PREREGRINOS

Vinicio / La Pedivella

Festival del Mondo Antico 2008:un successo

Quattro giorni vissuti intensamente tra musei, monumenti, incontri, laboratori, a cui anche questa volta “La Pedivella” ha dato un contributo. I momenti della manifestazione da noi curati, come sempre, hanno cercato di avvicinare l’arte e il movimento, sia in bici che a piedi. Il tempo non ci ha aiutato del tutto, ma è stato ugualmente soddisfacente, per il numero dei partecipanti, per i contenuti e per l’interesse creato.
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Venerdì sera la consueta camminata per piacere si è trasformata in una passeggiata per le strade dell’antica Ariminum, decumani e cardi , i quali grazie alle spiegazioni delle guide, hanno regalato sensazioni e suggestioni del tutto diverse di quando ci si passa in macchina. La visita alla Domus del Chirurgo e al Museo, hanno chiuso in modo stupefacente la serata.

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Per sabato era prevista la pedalata fino a Verucchio e la visita la Museo Villanoviano. Anche se a causa del tempo quasi tutti hanno dovuto rinunciare alla bici, il Museo ha ci ripagato con gli interessi, della delusione. I reperti straordinari e le impeccabili illustrazioni di Marta, ci ha fatto scoprire l’anima più antica della Romagna. Già otto secoli prima di Cristo in quella collina prosperava uno straordinario popolo, amante dell’arte e della bellezza, capace di splendide opere, che conosciamo però solo attraverso le tombe, a volte piccole, semplici vasi di terra cotta, altre enormi e ricchissime di oggetti. Ma, gli studi vanno avanti e noi non disperiamo, non si sa mai… magari l’anno prossimo pedaleremo fino ad un altro ritrovamento che ce li farà conoscere meglio.

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La domenica il sole ci ha accompagnato per il giro in bicicletta per i borghi antichi, le porte, e le altre tracce della Rimini romana, fino all’anfiteatro dove era stato ricostruito un accampamento militare davvero suggestivo, con figuranti, armi e utensili.

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Per non smentire poi il nostro slogan per il quale “ lo stomaco non deve soffrire” c’è stato l’immancabile aperitivo con gli stuzzichini del Forno Pasini.

Ma per una che va, un’altra ne arriva: a settembre cominceremo ad andar per Pievi e Chiese, per la campagna e in città, a conoscere le opere d’arte e i luoghi che hanno ispirato gli antichi, vi faremo sapere.

E’ dura la lotta contro il divano di casa, ma con noi la si può vincere.

A presto

Vinicio / La Pedivella